Introduzione di Angelo Tonelli

 

Hierogamica, astrale ma insieme potentemente sensuale la parola-a-due di Dieter Schlesak e Vivetta Valacca è filo di una trama d’amore che intesse l’intreccio di due anime nell’inesausto ordito dell’eros cosmico: éroti batheî, “d’abissale amore”, per dirla con il frammento degli Oracula Chaldaica: amore come abisso di luce in cui le anime incontrandosi a due si incontrano con la quintessenza luminosa e numinosa del cosmo.

L’ego travolto e innalzato dalla passione perde il proprio confine nel Tu che entra in esso, e entrandovi lo fa debordare nel dovunque del Noi: “Dove finisce Io? / Dove incomincia Tu? / È / soltanto NOI dovunque”; “e allora capisci / che siamo polvere di stelle / e soffio di Dio.” ; “Tu sei la mia identità / e io la tua.”. Il corpo dell’ amato/a nell’anima diventa luogo di bellezza e libro sapienziale, nell’alchimia trasfigurante dell’Amore: “Io e Te insieme / e allora tu sei più bello / e ogni ruga ha un senso / E Tu sei il libro / sapienziale e amato. / Ti leggo  / e passo il mio dito / su ogni segno del volto / e sfoglio le pagine / del tuo corpo.” ; “SIAMO ora / scrittura che VIVE”.

Come nell’alchimia tradizionale l’amore animico trasmuta la saliva in acqua della vita e fa scaturire “corpi di gloria” degli amanti: “Perché chi è innamorato / ha bisogno della bocca. / Piena d’acqua. /… / Dentro / la tua bocca c’è quest’acqua. Della vita / - si chiamava una volta - / che cos’è l’acqua? / Ti cercavo tutto il giorno per trovarmi: / colui che è nell’Altro e colui che porti in braccio con te. / Così ti voglio, / così ci vuole Dio. E l’acqua è esperienza del divino che reca immortalità: “In direzione del cielo  / quello che ci fa scorrere / l´acqua di Dio in noi / non muore mai..

Si crea un luogo che è rifugio dalla Storia: “La bellezza degli attimi / - luce che rifulge / a noi concessa / nell’orrore della storia”, e questo luogo è l’eterno presente aionico dell’amore che è amore cosmico, divino, sempre creativo: “Argonauta del pensiero / Ulisse di ogni mare / TU / navighi / il presente eterno / della creazione “; “Oggi / la danza eterna / il moto perpetuo / non è Sisifo / che rotola il masso / ma l’amore / che crea / e ricrea / a sua immagine / il mondo “.

L’ unio mystica conduce il Due a ricomporsi nell’Uno, come era nel principio, a ricomporre (gnosticamente) l’unità metafisica originaria: “L’argento fuso ed il nulla / e l’eterno ritorna / richiama / i due all’uno / com’è, com’era / in principio.” .

In conformità con i tópoi canonici della passione d’amore il presente dell’incontro sprofonda nel passato atemporale del déjà vu e la vita si rivela sogno, colto in un dormiveglia salvifico dello spirito: “Il paesaggio è per te soltanto un dormiveglia / sole lampeggiante nell’acqua la sua parola / e più nessuna uscita segreta”.

L’amore a due diventa luogo di iniziazione che ritaglia un témenos consacrato, allo zenith dello spirito: “Nell’estate del cuore / nell’isola sacra / giorno e notte / IO vivo con TE”. E’ “cantico dei cantici”, “ dóron dell’Uno”, gnostico “locus amoenus” del “pneuma dell’Uno”, mystérion “al di là del tempo e dove eravamo”: ain e demiurgo (in NOI / ricchezze nascoste / conosciute da Te / da me / in NOI / di nuovo / il principio della CREAZIONE”).

Tutto ciò salva dalla caduta nel mondo, che è sempre in agguato: “Possibile è la caduta quando gli angeli dell’Assenza / ci lasciano / e noi con gli occhi aperti cadiamo nel tempo / in corpi ben definiti e nell’apparenza del mondo / prigionieri.” ; ma gli angeli dell’amore trionfano e riconducono alla patria originaria, la dimora mistica:“Poi quegli angeli tornano / e ciò che è raccolto nell’assenza / siamo noi-la casa / custoditi e abbracciati andiamo / dentro nello spazio del-caldo-del-cuore / del nostro essere casa.”: che è la casa urania della Poesia “Tu sposo dell’anima / sposo eterno / del cuore / della Poesia / nella casa del cielo / senza peso con me.

Tantricamente, ciò è possibile grazie alla sensualità, anche dell’immaginario: “Vieni amore ora ti prendo con me / la mia Parola / giù / il corpo, il fratello corpo / si apre / scivoliamo insieme / slitta nel profondo / nel mezzo / il corpo / TU. / E il tempo / vibra in un punto.”; “Le tue braccia / confini al mio corpo / le mie braccia / confini al tuo / desiderio / che non si spegne mai.”; “PERDONA, CHE TI SOGNAI / sognai che fossimo nudi e non solo / qui insieme nella poesia… / Perdona, che io in sogno il tuo TU e / pelle a pelle - la rosa è  / quasi come nella Bibbia, ci amiamo / nel cielo rosso. / Come esplode insieme / il più puro contatto (…) Tu, il tuo profumo / che mi toglie i sensi.

L’ascesi mistica e sensuale dell’ amor-verbum dichiara guerra all’”impero caotico della morte”, che è l’insieme degli psichismi e dei comportamenti privi della “luce d’amore” che la vox degli amanti sperimenta e evoca: “Confuso guardo: / l’impero caotico della morte / è in lotta contro di noi, ci vuole uccidere, / dapprima forse togliendoci / la luce e / quegli angeli, che ci proteggono / LORO, all’inizio invisibili, come anche ora / quando non ci percepiamo più completamente l’un l’altro / tu ed io…“ 

Proprio perché è mystérion d’amore, l’amor-verbum si rivela luogo di oscillazione tra ineffabilità e fatum, dovere di dire: „…ho rubato parole / all’Ineffabile / la mia lingua / offerta all’Inesprimibile.”; “Eppure io sono Parola / - lo vedi? – anche ora. / Il mio fatum cantare

e amarti, / il mio fatum essere visitata / dal Numinoso / ancora… ancora.”.

In prossimità dell’ explicit è la voce femminile a incaricarsi di dichiarare  il carattere di hieròs gámos e di tragitto iniziatico della Erlebnis amorosa: ”È il mare che sa / Lui / maestro-di-marea / come arriva / l’onda / morbida piena / inarrestabile / a colmare il porto / a battere / il faro / a frangere / di mille luci / l’acqua / nel matrimonio mistico / eterno / è la luna che sa / Lei / chiara / lucente / il lucore dell’amore / strada perfetta / nel velluto della notte / brivido estremo / di cui tremano le foglie / desiderose / delle nozze mistiche / fra cielo e terra  /… nell’unione sacra / del gamos vitale / che ci ha rapito…/ Alla loro scuola, / Amore, / andiamo Noi / prescelti / alunni del sacro mistero / eletti / fin dalla fondazione del mondo.”

 

 

Il tragitto di amore a due si è espanso in amore cosmico, la parola ha rintracciato la propria auraticità di mýthos creando un intermondo imaginale mistico in cui scintillano perle di poesia amorosa, e si recupera la dignità sacerdotale del poeta:

 

Ist das Meer nur ein Auge

dämmerndes Lid

hinüber

der Blick erreicht das Andere Ufer

wo wir immer noch erinnert sind

 

Die Gedanken schwirren wie die  Möwe Felix

und Körper ziehen die Engel aus

Wir segeln auf dem Schlaf

zu ihnen

wo uns der Blitz der Liebe trifft

und uns das Leben nimmt

 

Dieter Schlesak

 

 

Sacerdote è

il Poeta

 

ma chi ama

è re e sacerdote

 

Vivetta Valacca