Vivetta Valacca

 

 

Vivetta Valacca, saggista e poeta del Mito, è nata ad Alessandria e vive a Rapallo, sua città d’elezione, dove è docente di Lettere presso il Liceo Classico “Da Vigo”.

Saggi:  ha al suo attivo la collaborazione con la rivista Mondo Archeologico (Ed. Corrado Tedeschi, Fi) con i seguenti studi: Il ritorno dei morti (Novembre 1979); Orfeo ed Euridice nel Far West (Febbraio 1980); Gerusalemme e la conservazione dei siti storici (Febbraio 1980); Mito e fiaba in un racconto dell’antico Egitto (Aprile-Maggio 1980); I riti funebri dei romani (Settembre 1980); Libarna (Marzo 1981); Il “maggio” (Marzo 1981); Il tempio israelitico di Casale Monferrato (Maggio 1981); Il Natale (Dicembre 1981). Inoltre ha pubblicato: Una vita per la Torà. Raccolta di discorsi del Rabbino Ruggero Coen, La Giuntina, Firenze 1983; Gabriele D’Annunzio e i fratelli Palli (Casale, M.to 1991); Dio e gli stranieri (AAVV  in Atti del Convegno nazionale La posizione del debole nella Bibbia, Fi, 1987); Al di là dei gesti, analisi del folklore casalese alla luce delle matrici classiche e indoeuropee, Casale M.to 1998.

Testi poetici: ha pubblicato la trilogia poetica di argomento omerico Il mare dai mille occhi (Campanotto editore 2006 – in esaurimento la seconda edizione); Lo specchio del mondo (Campanotto Editore 2006– in esaurimento la seconda edizione) e La danza delle onde (Campanotto Editore 2007).

Estratti significativi delle sue opere e liriche sciolte sono state pubblicate sulle antologie Altramarea, poesia come cosa viva, a cura di Angelo Tonelli;  Le avventure della bellezza e Chi ha paura della bellezza?  a cura di Tomaso Kemeny e sulla rivista tedesca Matrix, Nr 2/2007 (8).

Vivetta Valacca ha inaugurato la poetica del Mitoesistenzialismo, presentata al World Festival Poetry di Heidelberg il 18 novembre 2006.

Nella sua trilogia si riappropria del mito per esprimere se stessa e la sua umanità e si rivolge al lettore attraverso immagini, figure e situazioni da sempre emblematiche della condizione umana. Per questo lei afferma di fare mitopoiesi in chiave esistenziale, assecondando il "ritmo interiore" col quale ci si culla, si sogna, ci si consola, cioè il "ritmo primordiale" da cui è nato l'epos.

Ultima opera pubblicata: La luce dell’anima. Zeit Los brennt dieses Licht hier, ETS, Pisa 2011, voce femminile nel dialogo lirico d’amore scritto con Dieter Schlesak, voce maschile.

 

 

Dieter Schlesak-Vivetta Valacca

 

 

Dieter Schlesak e Vivetta Valacca nel 2007 hanno presentato ad “Argonauti nel Golfo degli dei” a Lerici il loro primo specchio poetico Tempo, tempesta e le ferite dell’amore  e nel novembre 2012 hanno pubblicato La luce dell’anima, il loro secondo dialogo sull’amore, Edizioni ETS, Pisa.

Le loro sono le liriche del bashert.

Bashert è una parola yddish che significa  “predestinato”. Nella sapienza ebraica, similmente al mito di Platone, si crede che in cielo l’anima possieda sia il principio maschile che femminile e che al momento della nascita i due principi si scindano e il principio maschile si incarni in un corpo maschile, quello femminile in un corpo femminile. Per questo gli esseri umani sarebbero alla ricerca della propria metà, che è quella conosciuta in cielo.

A differenza della tradizione cristiana nella quale si ricordano periodi di vera demonizzazione della figura femminile, culminati nella caccia alle streghe, e inviti all’astinenza sessuale, di cui è paradigmatico il celibato sacerdotale cattolico, l’ebraismo vede il rapporto d’amore uomo-donna, cioè il ricongiungimento maschile-femminile, come traguardo della vita umana, spazio privilegiato delle più sublimi emozioni e rivelazioni concesse in vita, al punto da permettere l’unione stessa dell’umano e del divino.

 

             Dove finisce Io?

               Dove incomincia Tu?

               È soltanto

               NOI dovunque